Appena varcato l’ingresso, nell’atrio, trovate la cambusa. E trovate anche chi la abita: i Pirati della Baia del Re e la ciurma di Tarantasio, due equipaggi con i loro colori, i loro canti e una reputazione da difendere.
Quando le due ciurme si incontrano, non lo fanno in silenzio. Si squadrano, si salutano a boccali alzati, poi cominciano le sparate. C’è chi racconta l’arrembaggio più impossibile, chi giura di aver visto il mostro di mare con i propri occhi, chi sostiene che il suo capitano ha fatto il giro del mondo due volte, la seconda a occhi chiusi. Nessuno è obbligato a dire la verità, e nessuno la dice.
Intanto parte la musica acustica. I canti di mare rimbalzano da una ciurma all’altra: uno attacca un ritornello, l’altro risponde, e in un attimo è una sfida a chi canta più forte. A ogni strofa azzeccata un brindisi, a ogni stonatura un brindisi lo stesso, perché a bordo le scuse non servono.
Chi passa di lì viene arruolato senza troppe cerimonie. Potete ascoltare da lontano, unirvi al coro, brindare con l’equipaggio che vi sembra più simpatico o farvi raccontare dove è sepolto il tesoro. La risposta cambia a ogni ciurma.
Poi salite pure a esplorare il resto della fiera. La cambusa resta lì, e le due ciurme con lei.