Bica 2024

bica 2024


90 opere candidate per la seconda edizione del Belgioioso Indie Comics Award. Un segnale chiaro: il fumetto autoprodotto italiano è vivo, cresce e ha cose da dire.

Giuria: Nadia Bordonali, Matteo Contin, Dili, Giuseppe Lamola, La Scimmia Blu, Lara Marziale, Sara Pavan, Maya Quaianni


🏆 Categoria Pulli — Miglior fumetto autoprodotto esordiente

Vincitore: E(love)tor — Gin (Bangarang!Comics) Storia contenuta nell’antologia “Lover” di Bangarang!Comics

Commenti della giuria:

“Sfrutta benissimo la struttura regolare della griglia e racconta efficacemente l’evoluzione di una storia d’amore.”

“Usa bene, sia a livello narrativo che grafico, l’espediente dell’unità di luogo. Per me è un fumetto già professionale.”

“Gin realizza una storia breve praticamente perfetta, per tempi di sceneggiatura e impostazione grafica. Lo spunto di base — l’uso di una camera fissa nell’ascensore condominiale — viene sfruttato ottimamente, tratteggiando davanti ai lettori scene di vita quotidiana e personaggi riconoscibili. In una selezione di Pulli che raccoglie storie brevi, E(love)tor è tra tutte quella che funziona di più, e che mostra un’autrice già pronta a diventare Cornacchia.”

“Per aver creato in 13 pagine, attraverso le porte di un ascensore, uno spioncino abbastanza accogliente e interessante da far appassionare il lettore ai suoi personaggi. L’uso dei toni del seppia è vincente e concorre a creare l’illusione di trovarsi in un altro tempo, passato quanto recente, in cui ci si trova a proprio agio.”


Nominati – Categoria Pulli

Chiodi di Garofano — Adele Di Tella (Alambicco Comics) “Il fumetto di Adele Di Tella si distingue per il suo potere perturbante e il segno con grande personalità.” “Nonostante sia ancora agli inizi, ADThella si destreggia già molto bene nel linguaggio fumettistico, soprattutto nell’impostazione delle tavole e nello svolgersi della narrazione.” “Storia di ginocchia sbucciate e intrugli mortali. Sembra un horror ma solo nella testa delle protagoniste, un modo come un altro per costruire una storia nella realtà e rendere meno noiose le giornate in campagna.”

Come Bestie allo Zoo — Fox Popvli (Acid Free) “Il mix di shojo scolastico, politiche abitative, animali antropomorfi e romanaccio funziona incredibilmente bene.” “Toriyama chiama, la periferia romana risponde. Si legge tutto d’un fiato, tra l’appeal di un mix jappo-romanesco e l’impegno sociale che resta in primo piano senza appesantire la narrazione: è un battle shonen de noaltri, con scontri reali e in palio le sorti del mondo, almeno di quello quotidiano dei protagonisti.”

I Sandalini — Magda Guidi (Catapecchia Editrice) “Per lo stile, per la tematica, per la naturalezza del linguaggio e del modo di raccontarsi.” “Lo stile da ‘appunti da un quaderno’ è perfetto per il tema: le bambine di Guidi, libere dalle vignette, sfoggiano un tratto arricchito da sfumati e sovrapposizioni, pronte per infrangere la quarta parete della pagina.” “Qui è interessante la voce degli adulti vissuta come un’interferenza continua nel naturale scorrere della vita delle ragazzine che, come dimostrano le prime tavole, sono già adulte, mature, consapevoli del proprio destino.” “Un po’ quaderno delle elementari, un po’ album dei ricordi, per niente melenso rimembrare di un’infanzia perduta. La storia vera di Guidi non scade nell’autobiografismo da salotto, né temporeggia in una autocompiaciuta commiserazione: manda a fanculo tutt3, autrice compresa, e si riappropria di un linguaggio, visivo e di vocabolario, che non deve tenere conto di nessuna imposizione.”


Menzioni speciali – Categoria Pulli

Storia senza titolo — Rachele Marrazzo (in Bambin Matte n. 2, Catapecchia Editrice) “Riesce con una storia breve a raccontare in modo non didascalico il lento lavorio dei condizionamenti e delle pressioni sociali.” “Storia brevissima ma molto efficace.”

Storia senza titolo — Furetticattivi (in Bambin Matte n. 2, Catapecchia Editrice) “Per la capacità di far molto ridere, e per averci finalmente spiegato come vecch* e bambin* siano uniti da una improduttiva e fastidiosa attitudine anticapitalistica.”

Falene — Virginia Morella “Pur nella brevità del racconto, dimostra una certa maturità nella narrazione.”

BeSide — Ambra Guerri e Alessia Tarantino (in Storie di mostri, SeD Comics) “Sui mostri, nel buio e accanto nel letto. Menzione per il tema trattato e il modo di farlo.” “Per aver tratteggiato due scene parallele quanto connesse; antitetiche quanto simili. Non si tratta di un racconto che spicchi tra gli altri per originalità o sapienza nel segno, quanto per la capacità di tralasciare il superfluo, lasciando al fumetto il compito di tutelare, o stracciare, il velo che separa l’immaginazione dei bambini da quella, a volte più pigra, degli adulti.”

Rigogliosa — Gaia Venturelli / collettivo c.rude


🏆 Categoria Cornacchie — Miglior fumetto autoprodotto

Vincitore: Lapis Blue — Barbara Mazzi

Commenti della giuria:

“Semplicemente eccezionale.”

“A primo acchito una storia fantascientifica tra science fantasy e distopia, pagina dopo pagina il lettore di Lapis Blue si scopre a trattare temi delicati quali la costruzione del sé, l’accettazione del proprio corpo, la necessità di trovare il proprio posto nel mondo. Mazzi riesce a gestire la pagina in maniera magistrale in una personale rivisitazione degli stilemi del manga, mentre — come nella migliore produzione sci-fi/horror — l’opera riflette ansie e problematiche in cui riconoscersi. La presenza di imperfezioni nella sceneggiatura viene superata dalla potenza visiva delle tavole.”

“Una storia di fantascienza che ragiona sull’identità e sulla ricerca del proprio posto nel mondo in maniera inaspettatamente cupa, con un finale nero come lo spazio profondo. Raccontata con una solidità rara e una grande attenzione nei confronti dei personaggi.”


Nominati – Categoria Cornacchie

Inabisso — Amos Di Toma (Collettivo Canederli) “Una storia a fumetti come non l’ho mai vista, stilisticamente parlando. Se non in un’autoproduzione, questo stile non avrebbe mai visto la luce!” “Per la particolarissima scelta stilistica ‘a mosaico’, unita a delle vignette particolarmente accattivanti.” “Un’avventura coinvolgente che sembra una fiaba antica. Graficamente squisito, a partire dalla creazione del pennello ‘simil-mosaico’, passando per le composizioni delle tavole, che si adattano perfettamente al contesto storico in cui la vicenda è ambientata.”

Reisedagbok Fra Norge — Thomas “Drawdown” Bassano (Abusivi Studio) “Nella sua semplicità ed immediatezza ha davvero della vita, dell’umanità, della luce.” “Non è facile rendere avvincente un diario di viaggio a fumetti: l’autoproduzione di Drawdown riesce a essere molto divertente mentre racconta usi e costumi del Paese nordico. Un ottimo esempio di come le autoproduzioni a fumetti possano coprire tutti, ma proprio tutti, i generi editoriali.” “Per aver accompagnato il suo fumetto verso una forma più libera, che ben si accorda con un diario di viaggio, senza dimenticarsi di dover rimanere nella forma sequenziale. Una palette ben definita di colori e un viaggio che ha del fiabesco aiutano a fare di questa storia una di quelle avventure quotidiane che sembrano valere la pena di essere raccontate.”

Storia di B. — Pablo Cammello (Trincea Ibiza) “Da sempre, una delle cifre stilistiche di Cammello è creare mondi al contrario e riempirli di personaggi indimenticabili. L’universo di Jeremy Punk è uno dei suoi casi più riusciti: Cammello sa esattamente come impostare ogni vignetta, tenendo il lettore sospeso tra favola e noir. Nonostante faccia parte di una raccolta di storie legate tra loro, questo episodio è perfettamente godibile a sé stante.” “Con la scusa di dare uno sguardo a uno dei personaggi più emblematici di ‘Rubens’, Cammello scrive una storia di satira politica e sociale con il consueto tono fatto di paradossi vertiginosi.”


Menzioni speciali – Categoria Cornacchie

Storia senza titolo — Percy Il Buio (in Bambin Matte n. 2, Catapecchia Editrice) “Sia per la scelta del tema del nuovo numero della zine, emblematico e significativo, sia per il modo di esprimersi.” “Percy riesce a far sembrare semplice raccontare un intimo frammento della propria infanzia. Alla ricerca del costume perfetto per Carnevale, il Percy bambin* degli anni Novanta si muove da una tavola a fumetti all’altra, mostrando al lettore stupidità quali imporre i ruoli di genere o alimentare ingiustizie sociali.”

Furio — Lorenzo Zaghi / BlekBord “Per lo stile delle tavole e l’idea alla base della collana Ripiegati.” “Per aver saputo avvicinare il lettore a un’insofferenza antica e a un disagio che spesso resta senza nome. Nelle sue pagine sembra quasi di poter annusare l’odore penetrante della vernice e delle metropolitane con poco sapone. La potenza di alcune sequenze ha superato le mie perplessità sull’uso dei retini e la licenza poetica delle ‘N’ specchiate.”

Mondocane! — Andrea Menata “Per l’ironia di fondo.” “Agile fiaba fantascientifica parzialmente utopica, dall’impostazione semplice ma totalmente funzionale al racconto. Menata ha una grande capacità grafica nel reimmaginare mondi, donando particolare espressività a una palette limitata.”

Due appunti di fluidoparalogistica — SER “Lo stile geometrico di SER al servizio delle secrezioni di liquido paranoico. Un’autoproduzione che arriva da un futuro non troppo lontano.”

Cosmic bandidos e le quattro super-mega-cravatte — Almost / Diamond Dogs “Per aver creato un universo narrativo con lievi tocchi di satira sociale che meriterebbe nuove avventure.” “Pur nel suo essere, almeno in parte, derivativo, dà a chi legge tutto ciò che promette: azione e risate. Si prende sul serio nel divertire chi legge, curando i dettagli di un world building che va oltre la mera ambientazione di contorno.”

Sssssssh — Silvia Alcidi (in Piccole Vendette)

Tormenta — Samuel Daveti e Francesco Rossi / Mammaiuto